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venerdì 19 ottobre 2012

LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE: CONTINUA IL DECLINO ITALIANO



 E' stato presentato ieri dal Governo il testo sulla Strategia Energetica Nazionale, che nelle prossime settimane verrà discusso con le parti sociali ed economiche. Lo scenario di riferimento non è esteso nel tempo ed arriva fino al 2020 in quanto con lo sviluppo galoppante della tecnologia non è dato prevedere oltre come sarà il mercato energetico. Questo è una fortuna per l'Italia in quanto i danni sono così limitati al decennio in corso. Nel documento si parla genericamente di ridurre i costi dell'energia, di raggiungere e superare gli obiettivi europei del 20-20-20, di sviluppare la green e white economy. Durante la conferenza stampa il ministro Passera ha affermato che in passato si è esagerato con gli incentivi al fotovoltaico e ha espresso l'intenzione di sopprimere i sussidi al fotovoltaico agricolo e ridurre quelli per il fotovoltaico sugli edifici.   si prevede di raggiungere entro il 2020 per le rinnovabili elettriche un mix nazionale del 36-38%. Aumenteranno gli incentivi per le rinnovabili termiche che ammonteranno a 900 milioni di euro l'anno (coperti con oneri sulla bolletta del gas). Nel documento si sottolinea come obiettivo primario il risparmio energetico:
       In particolare, ci si propone di risparmiare ulteriori 20 Mtep di energia primaria al 2020, equivalente a un risparmio di quasi il 25% rispetto allo scenario di riferimento europeo (superando così l’obiettivo del 20%), evitando lemissione di circa 55 milioni di tonnellate di CO2 lanno e
l’importazione di circa 8 miliardi di euro l’anno di combustibili fossili.
  

    Questo obiettivo sarà così raggiunto:
Il rafforzamento di standard minimi e normative, in particolare per quanto riguarda l’edilizia e il settore dei trasporti;
L’estensione nel tempo delle detrazioni fiscali, prevalentemente dedicate al settore delle ristrutturazioni civili, che andranno corrette per renderle più efficaci ed efficienti in termini di costo-beneficio;
L’introduzione di incentivazione diretta per gli interventi della Pubblica Amministrazione, impossibilitata ad accedere al meccanismo delle detrazioni e che intendiamo svolga un ruolo di esempio e guida per il resto dell’economia;
Il rafforzamento degli obiettivi e dei meccanismi dei Certificati Bianchi, prevalentemente dedicati ai settori industriale e dei servizi, ma rilevanti anche nei trasporti e nel residenziale, che avranno un ruolo fondamentale date le potenzialità dell’ambito di intervento e l’efficienza di costo che uno strumento di mercato come questo dovrebbe garantire.

Nella strategia un grande ruolo è previsto per il petrolio e per il gas nazionali, per il  cui sviluppo è necessario:
Rimodulare i limiti di tutela offshore imposti dal Dlgs. 128, di particolare rilevanza per la produzione di gas naturale, conservando margini di sicurezza uguali o superiori a quelli degli altri Paesi UE e garantendo la massima attenzione e controllo sulle attività di ricerca e produzione.
Ciò significa che   Passera troverà il modo di far scendere sotto le 12 miglia la “no-triv zone”. A questo si aggiunge anche l’introduzione dell’autorizzazione unica a trivellare:
Semplificare gli iter autorizzativi, oggi particolarmente lunghi e complessi, ad esempio adottando un modello, largamente diffuso in Europa e nel mondo, di conferimento di un titolo abilitativo unico per esplorazione e produzione e prevedendo un termine ultimo per l’espressione di intese e pareri da parte degli enti locali
Sempre che gli enti locali riescano a mantenere un minimo di ruolo in questa autorizzazione unica, visto che di pari passo con la SEN andrà avanti la riforma del Titolo V della Costituzione con l'obiettivo di togliere alle Regioni la possibilità di porre il veto agli impianti di trivellazione sul territorio e sul mare.
Nel piano si fa riferimento inoltre allo sviluppo dello shale gas e al fraking anche se in via indiretta:
L’impatto per l’Italia non sarà diretto (in quanto non si prevedono sviluppi di tale risorsa), ma potrebbe essere forte quello indiretto, dovuto al potenziale effetto sui prezzi mondiali, soprattutto nel mercato GNL.
Ma sul fatto che l'Italia sia interessata in via indiretta c'è da dubitare in quanto sono già in corso esperimenti di fracking anche in Italia, a Ribolla in Toscana e inoltre nel Sulcis con la ripulitura del carbone   che altro non è se non l’unione del fracking con lo stoccaggio della CO2.
 Poi, sempre riguardo al gas, si conferma la volontà di trasformare l’Italia nell’hub sud-europeo del gas. Per far ciò il Governo si prepara a favorire:
La realizzazione delle Infrastrutture Strategiche, realizzabili con garanzia di copertura dei costi di investimento a carico del sistema, per assicurare nel medio periodo sufficiente capacità di import e di stoccaggio, anche per operazioni spot. Queste beneficeranno anche di iter autorizzativi accelerati e verranno selezionate attraverso procedure pubbliche basate su criteri trasparenti di costo-beneficio per il sistema, assicurandosi che i miglioramenti attesi in termini di competitività di prezzo e di sicurezza di approvvigionamento siano ampiamente superiori rispetto agli eventuali costi a carico del sistema; in tal senso si prevedono necessità relativamente contenute in termini di nuove infrastrutture;
Il supporto alla realizzazione di altre infrastrutture di importazione (gasdotti e terminali GNL) non considerate strategiche, anche in regime di esenzione dallaccesso dei terzi, senza garanzia dei ricavi e contributi finanziari di natura pubblica. Queste infrastrutture potranno avere un ruolo
chiave nella diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento.
 Ultimo tema scottante: il capacity payment per le centrali termoelettriche che sono in crisi a causa del fotovoltaico e chiedono di vedersi pagata anche l’energia che non producono. La SEN lo prevede “nel medio-lungo periodo” ma, allo stesso tempo, specifica che sarebbe meglio deciderlo in sede europea vista la sua incidenza sul mercato. Tuttavia, il capacity payment già esiste in Italia: è stato inserito nel Decreto Sviluppo e si attende solo che l’Autorità per l’Energia stili la lista delle centrali che ne beneficeranno.
(Gran parte delle notizie sopra riportate sono tratte dal sito Green Style). 

 Questa è la grande strategia del governo italiano fino al 2020. Cosa significa, sotto le righe, questo documento? Semplicemente che prosegue e accelera la terzomondizzazione dell’Italia, la trasformazione dell’ex bel paese in un territorio sovrappopolato, più povero, degradato dal punto di vista ambientale, devastato nelle campagne da distese di pannelli fotovoltaici e pale eoliche, dove si brucia più petrolio, carbone e gas, si trivellano le coste, si immettono in atmosfera ulteriori miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Inoltre si aumenta la burocrazia, le incombenze, gli sportelli dove recarsi per richiedere documenti e certificazioni per intraprendere qualsiasi attività. Altri funzionari statali avranno più potere (con più soldi e corruzione) per rilasciare certificati bianchi, per attestare Conti di energia termica, per autorizzare, per controllare, per allungare tempi e formalità, per aumentare i costi. Purtroppo non c’è nessuna strategia, nessuna visione, nessun finanziamento alla ricerca. C’è la riaffermazione demagogica della formuletta del 20-20-20, una formuletta che, da facile profeta, dico che sarà un ennesima truffa a scapito del cittadino credulone. Togliendo o riducendo gli incentivi al fotovoltaico classico si toglierà l’ossigeno che regge  in vita chi produce questa ennesima illusione. Inoltre l'aumento delle sovvenzioni alle rinnovabili termiche si tradurrà nell'ennesimo aggravio della bolletta del tartassato cittadino italiano. Il ruolo delle rinnovabili scenderà dalle stelle alla realtà: una fonte utile per le piccole comunità locali, per il condominio, per la fattoria. Ma assolutamente non in grado di produrre energia per un paese moderno e tecnologicamente avanzato. E l’accenno del SEN alle trivellazioni e ai rigasificatori nasconde la verità: aumenterà la combustione degli idrocarburi con ulteriori immissioni di carbonio in atmosfera. Non detto apertamente ma ben presente è inoltre l’intenzione di introdurre anche nel nostro paese l’utilizzo dello shale gas e del fracking, tecnologie che prevedono l’estrazione dal sottosuolo di gas da scisti bituminosi e da rocce in cui sono imprigionati, mediante la frantumazione degli strati rocciosi del sottosuolo con fluidi iniettati a pressione nei pozzi (acqua, gel, schiume o gas compressi come azoto, diossido di carbonio, aria ecc.). Così non contenti di devastare il pesaggio sulla superficie della terra, distruggiamo anche il sottosuolo creando fratture, inquinando e dirompendo falde idriche, immettendo e liberando tossici, creando instabilità e terremoti, procurando esalazioni di gas e ulteriore immissione di carbonio nella biosfera. Purtroppo queste tecnologie devastanti stanno prendendo piede anche in tanti altri paesi, in seguito all’aumento dei prezzi ed alla sempre maggiore scarsità di petrolio, gas e carbone rispetto alle richieste: in Polonia si sono appena stanziate risorse per il fracking del sottosuolo volto a sfruttare giacimenti di gas non convenzionale tra cui 1930 miliardi di metri cubi di metano. Continuiamo a somministrare veleni al pianeta morente. Nell’indifferenza generale e con stupida cecità.  In una situazione come questa tutti parlano di aumentare i tassi di natalità, dai candidati alla presidenza degli Stati Uniti, al congresso del Partico Comunista Cinese (che vuol abolirela legge del figlio unico), ai programmi dei partiti politici italiani. E intanto i ghiacci del Polo sono al minimo storico. agobit

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